— Nick Hornby - Febbre a 90’
"E’ più facile trovare riti iniziatici nei romanzi letterari o nei film hollywoodiani con qualche pretesa, che non nella vita reale e in particolare in quella di provincia. Tutte quelle cose che in teoria avrebbero dovuto cambiarmi - primo bacio, perdita della verginità, prima rissa, prima bevuta, prime droghe - non fecero altro che accadere, o almeno così a me parve; non ci fu alcuna volontà da parte mia, e di certo nessun doloroso processo decisionale (la pressione dei coetanei, le lune e la relativa precocità sessuale delle ragazze decisero per me), e forse per questo io emersi da simili esperienze formative assolutamente non formato."
"It still counts, even though it happened when he was unconscious. It counts doubly because the conscious mind often makes mistakes, falls for the wrong person.But down there in the well, where there is no light and only thousand-year-old water, a man has no reason to make mistakes. God says do it and you do it. Love her and it is so."
— Miranda July - No one belongs here more than you
Pareva all’austera natura de’ consoli e magistrati romani, che siffatti spettacoli [teatrali] ammollissero gli animi e soffocassero i generosi spiriti marziali, e quindi assai di mala voglia si conducevano a permetterli, avvertendo per altro, che dentro la città e ad un miglio da essa il teatro…
"Ma quanto amore, signori, quanto amore ho provato, io, nei miei sogni."
— [F. M. Dostoevskij, Memorie del sottosuolo, Roma, Voland 2012, p. 77]
(Source: paolonori.it)
Adesso che il tempo sembra tutto mio
e nessuno mi chiama per il pranzo e per la cena,
adesso che posso rimanere a guardare
come si scioglie una nuvola e come si scolora,
come cammina un gatto per il tetto
nel lusso immenso di una esplorazione, adesso
che ogni giorno mi aspetta
la sconfinata lunghezza di una notte
"Fui un cercatore e ancora lo sono, ma non cerco più negli astri e nei libri; incomincio a udire gli insegnamenti che fervono nel mio sangue. La mia storia non è amena, non è dolce e armoniosa come le storie inventate, sa di stoltezza e confusione, di follia e sogno, come la vita di tutti gli uomini che non intendono più mentire a se stessi."
— Hermann Hesse - “Demian” (via malinconialeggera)
"I do things like get in a taxi and say, “The library, and step on it."
— David Foster Wallace
"Che uomini sono quelli che danno la preferenza alla monotonia del mare? Sono quelli, mi sembra, che hanno visto troppo a fondo nelle complicazioni delle cose intime per non dover desiderare in quelle esterne per lo meno una cosa: la semplicità. La montagna bisogna scavalcarla con coraggio, mentre invece in riva al mare si riposa tranquillamente sulla sabbia. Ma io conosco lo sguardo con cui si venera quella e lo sguardo con cui si incontra questo. Gli occhi sicuri, ostinati e felici, gli occhi pieni di intraprendenza, di coraggio, di forza, errano di vetta in vetta; sulla vastità del mare, invece, che muove le onde con questo fatalismo mistico e snervante, si sofferma a sognare lo sguardo velato, saggio e senza speranze che un giorno è penetrato a fondo nei grovigli della tristezza."
— (Thomas Mann, I Buddenbrook)
(Source: malinconialeggera)
"Stamattina, non so perché, forse perché ieri avevo fatto il bibliotecario, mi è venuto da pensare che i libri, certi libri, come quelli che ieri, in sala borsa, erano lì, sul tavolo, di fianco a me, come Il maestro e Margherita, che nelle prime pagine c’è una signora che gestisce un chiosco di bevande sovietico e apre due succhi di albicocca e intorno si spande odore di parrucchiere, e io, da quel momento lì, tutte le volte che sento odore di parrucchiere penso al Maestro e Margherita, e se non avessi letto Il maestro e Margherita, probabilmente non avrei mai riconosciuto, nella mia vita, l’odore di parrucchiere, o come le poesie di Chlebnikov, e le ragazze, quelle che camminano, con stivali di occhi neri, sui fiori del mio cuore, o come le cose di Charms, e prova a restare indifferente, quando finiscono i soldi, o come le opere di Learco Pignagnoli, e tutte le volte che ho pensato che tranne me e te, il mondo è pieno di gente strana, e poi anche te sei un po’ strano, e allora stamattina, mi è venuto da pensare che io, invece che dai vari governi pentapartito o monocolore che si dice si siano alternati alla giuda del paese negli anni della mia adolescenza e della mia giovinezza, io, piuttosto che da loro, sono stato governato da Bulgakov, da Chlebnikov, da Charms, da Mandel’štam, da Blok, da Puškin, da Anna Achmatova, da Lev Tolstoj, da Gogol’, da Dostoevskij, da Italo Svevo, da Ernesto Ragazzoni, da Giacomo Noventa, da Venedikt Erofeev, da Learco Pignagnoli e sono stato, a volte, per degli attimi, per dei giorni, per dei mesi, un suddito felice e riconoscente."
— Paolo Nori » Una specie di finale (via plettrude)
(via plettrude)
"Il problema di questi programmi televisivi non è la presenza o meno del talento, è l’idea. Insegnano ai nostri ragazzi che un giorno ti viene data l’occasione della vita, la grande occasione, e tu la devi cogliere e sfruttare. Se non lo fai, sei finito. Gli si dovrebbe invece insegnare il contrario, che non si è mai finiti a vent’anni, che si sbaglia un sacco di volte prima di riuscire. Gli si dovrebbe insegnare come imparare dai loro errori."
— Toni Servillo, ieri in conversazione con Francesco Piccolo al teatro Argentina