"Negli ultimi due mesi avevo letto Next di James Hynes e Fuori a rubar cavalli di Per Petterson, due romanzi su uomini anziani che ripercorrono la loro vita passata, e la magistrale vita di Dickens dell’esperta biografa Claire Tomalin: e all’improvviso avevo voglia di sapere cosa pensano i giovani. Questo mese, tutti gli autori che ho letto hanno fra i trenta e i quarant’anni, che è il massimo del giovane a cui posso spingermi senza che mi venga voglia di impiccarmi."

— Nick Hornby, Sparalimoni per tutti

(Source: internazionale.it)

"Buster viene investito dalla patata a pagina 32 della mia edizione, proprio al punto in cui, se siete di quelli che lasciano i libri a metà, vi state chiedendo se andare avanti o no. E poi, all’improvviso, come fosse un segno divino, vi ritrovate a pensare: “Ehi! Ma è lo sparalimoni di Sam! Solo che loro usano patate!”. In passato, scrivevo regolarmente recensioni per alcuni dei giornali più rispettabili in circolazione: ora capite perché ho smesso. Non riuscivo mai a trovare il modo di infilare lo sparalimoni nelle mie sobrie e accurate valutazioni. Eppure a volte ce n’è bisogno."

— Nick Hornby, Sparalimoni per tutti

(Source: internazionale.it)

[…] È affascinante sapere che Lewis Carroll e Hemingway scrivevano in piedi, Proust scriveva a letto in una stanza rivestita di sughero per attutire i suoni, Nabokov davanti a un leggio su cartoncini e Anthony Trollope teneva d’occhio l’orologio perché voleva finire una pagina ogni 15 minuti. Ma forse il più invidiabile di tutti era Graham Greene, che si alzava presto, scriveva 500 parole, poi riteneva finito il lavoro della giornata e faceva colazione. […]